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Riportiamo di seguito l’articolo uscito su Donna Moderna in cui viene intervistato il nostro Presidente ASC Luca Stevanato in merito alle modalità per la riapertura delle palestre il 18 maggio.

 Possiamo dimenticarci affollate sale pesi o file di tapis roulant l’uno accanto all’altro. Le palestre, in vista della riapertura, si stanno attrezzando per rispettare i nuovi protocolli di sicurezza contro la diffusione del coronavirus. Cambiano le modalità di accesso, anche su appuntamento, e quelle di fruizione. Ecco cosa prevedono le bozze in vista del 18 maggio, data della prevista riapertura dei centri dedicati al fitness.

Pronto il protocollo sicurezza

«Col passare dei giorni si stanno mettendo a punto le regole per tornare a fruire delle palestre. Il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora ha dichiarato che il protocollo di sicurezza per gli impianti sportivi è pronto e ricalca quello già applicato agli allenamenti degli atleti nei centri sportivi. Saranno quindi a breve definite “le linee guida” per la riapertura di palestre, così come per i centri danza, i circoli sportivi e del tennis che, se saranno a norma, potranno davvero riprendere l’attività. Nel mettere a punto il testo è stato importante anche il contributo del CONI, che ha incaricato il Politecnico di Torino di realizzare un vademecum (di 400 pagine), poi sottoposto al Ministro stesso» premette Luca Stevanato, presidente della Confederazione dello Sport, che raggruppa anche i gestori delle palestre.

Ma cosa cambierà in concreto?

Ingressi scaglionati e solo su appuntamento

«In particolare si prevedono ingressi scaglionati. Nelle palestre più piccole, invece, si potrà andare soltanto su appuntamento. Si ipotizza che lo spazio a disposizione di ognuno debba essere di almeno 7 metri quadri». Niente più cyclette gomito a gomito, dunque, né attrezzi posizionati l’uno di fianco all’altro.

Spogliatoi off limits

Un’altra novità riguarda la possibilità di usufruire degli spogliatoi, sia in entrata che in uscita, dopo gli allenamenti: «Per le palestre sarà necessario entrare già in tenuta da sport perché gli spogliatoi dovranno essere chiusi, così come le aree comuni» spiega Stevanato, che però non nasconde qualche perplessità: «Al momento non sono previste possibilità diverse, ma si auspica che si individuino misure che consentano l’utilizzo degli spogliatoi, quantomeno a turno».

Stop ai corsi

Rivoluzione anche per quanto riguarda i corsi collettivi: «Le attuali indicazioni generali non prevedono corsi collettivi. L’attività, quindi, si potrà svolgere esclusivamente a livello individuale» dice Stevanato, confermando alcune indiscrezioni dei giorni scorsi.

Mascherina sì o no?

Un altro aspetto delicato riguarda l’uso dei dispositivi di protezione individuale. «Chi lavora con l’istruttore o il trainer dovrà stare a distanza di almeno due metri» spiega Stevanato. Anche i frequentatori della palestra saranno tenuti a indossare la mascherina, compresi allenatori e trainers: «Tutti dovranno indossare anche i guanti» precisa il presidente della Confederazione dello Sport.

Personal trainer… a distanza

Durante il lockdown ci siamo abituati a collegamenti a distanza, sia per le necessità lavorative che scolastiche. Una modalità che “sbarca” anche in palestra, dopo alcuni esperimenti individuali da parte di singoli personal trainer: «In effetti l’allenatore potrà anche essere collegato a distanza o semplicemente da un altro ambiente. Tra l’altro è una modalità già utilizzata da diverse palestre anche prima della chiusura. Laddove possibile, quindi, si potrà fare lezione “da remoto”, anche in un altro ambiente, oppure per turni» spiega Stevanato.

Gel e termoscanner, come al supermercato

Esattamente come all’ingresso dei supermercati, «dovranno esserci vari dispenser per il disinfettante e gli utenti prima di entrare dovranno misurare la temperatura. A chi ha più di 37,5 non sarà consentito l’accesso. Dovrà essere predisposta un’area di sosta dedicata per chi non supera il test della temperatura corporea. In questo caso sarà necessario chiamare il medico curante o i servizi di assistenza telefonica per la tutela sanitaria» spiega Stevanato.

Igienizzazione degli attrezzi

L’ultimo aspetto riguarda la pulizia e sanificazione dei locali e delle attrezzature: «Al termine serale degli orari di lezione e nelle ore centrali della giornata – conclude Luca Stevanato – si dovrà procedere con la sanificazione degli spazi comuni» in modo da garantire la massima igiene e sicurezza per gli utenti.